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SPID in 20 minuti: la guida passo passo per chi ha più di 65 anni

Cosa preparare, quale gestore scegliere, come funziona il riconoscimento e quali errori evitare: la strada più corta per avere lo SPID e usarlo davvero, anche se online non hai mai fatto nulla.

Signora prepara i documenti per lo SPID

Ogni settimana, in segreteria, qualcuno ci dice la stessa frase: «Mi hanno chiesto lo SPID e non so da dove cominciare». Di solito ha in mano un foglio stampato dal figlio o dal patronato, pieno di parole che non spiegano niente. Questa guida è quello che raccontiamo a voce, con calma, ai nostri corsisti.

Una premessa onesta: i 20 minuti del titolo sono il tempo che serve per compilare la richiesta, se hai tutto pronto sul tavolo. Poi c’è il riconoscimento, che può richiedere qualche giorno. Ma la parte che spaventa di più, quella davanti allo schermo, è davvero breve.

Che cos’è lo SPID, in due righe

Lo SPID è un nome utente e una password che valgono per tutti i siti pubblici: INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario, Comune. Invece di dieci password diverse ne hai una sola, garantita dallo Stato. Quando entri in un servizio, oltre alla password ti viene chiesta una conferma sul telefono: è questo che lo rende sicuro.

Cosa preparare prima di cominciare

Metti sul tavolo queste quattro cose. Se ne manca una, fermati e recuperala: è il motivo più comune per cui la richiesta si blocca a metà.

  • Un documento d’identità valido: carta d’identità, passaporto o patente. Controlla la data di scadenza.
  • La tessera sanitaria, che riporta il codice fiscale.
  • Un numero di cellulare tuo, che usi tutti i giorni e che hai a portata di mano.
  • Un indirizzo email tuo, di cui conosci la password.

Se non hai un’email, creala prima: bastano dieci minuti e ti servirà anche dopo, per ricevere avvisi e documenti.

Quale gestore scegliere

Lo SPID non lo rilascia direttamente lo Stato, ma alcune aziende autorizzate, chiamate gestori di identità. Tra i più conosciuti ci sono Poste Italiane (con PosteID), InfoCert, Aruba, Namirial, Sielte e Lepida. L’elenco completo e aggiornato è sul sito ufficiale spid.gov.it.

Una volta attivato, lo SPID funziona allo stesso modo con tutti: cambia solo come ti riconoscono e quanto costa. Alcuni gestori sono gratuiti, altri chiedono un piccolo importo per il riconoscimento o un canone annuale, e le condizioni cambiano nel tempo. Prima di scegliere, guarda la pagina dei prezzi sul sito del gestore.

Molti nostri corsisti scelgono Poste Italiane per un motivo pratico: c’è un ufficio postale vicino a casa e il riconoscimento si può fare di persona, allo sportello.

La richiesta, passo per passo

  1. Vai sul sito del gestore scelto, oppure scarica la sua app ufficiale dal negozio di app del telefono, e cerca la voce per richiedere lo SPID.
  2. Inserisci email e numero di cellulare. Ti arriveranno due codici di verifica, uno via email e uno via SMS: copiali con calma, non c’è fretta.
  3. Inserisci i tuoi dati anagrafici e il codice fiscale, esattamente come sono scritti sulla tessera sanitaria.
  4. Carica le foto del documento e della tessera, fronte e retro. Fotografali appoggiati su un tavolo chiaro, con buona luce e senza riflessi.
  5. Scegli la password e scrivila su un foglio da tenere a casa, in un posto sicuro. Non nel portafoglio.
  6. Scegli come farti riconoscere.

Il riconoscimento: di persona, in video o con la CIE

Di persona

Vai allo sportello indicato dal gestore con il documento e la tessera sanitaria. Per Poste Italiane è l’ufficio postale. È la strada più tranquilla se non ti senti a tuo agio con la fotocamera.

In video

Un operatore ti chiama in videochiamata, ti chiede di mostrare il documento e ti fa qualche domanda. Servono un telefono o un computer con fotocamera e una connessione stabile. Spesso è a pagamento, ma eviti la coda.

Con la Carta d’Identità Elettronica

Se hai la CIE e conosci il suo PIN, molti gestori ti riconoscono in automatico: appoggi la carta sul retro del telefono, inserisci il PIN e i tuoi dati vengono letti direttamente dal chip. Serve un telefono in grado di leggere le carte contactless, come quasi tutti quelli recenti. Il PIN è diviso in due metà: le prime quattro cifre sono sulla ricevuta che ti hanno dato in Comune, le ultime quattro nella lettera arrivata insieme alla carta. Se hai perso uno dei due fogli, conviene la strada di persona.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Usare il cellulare o l’email di un figlio. Sembra comodo, ma poi ogni volta che vuoi entrare devi chiamarlo. Lo SPID è tuo e deve restare nelle tue mani.
  • Documento scaduto o foto sfocate. La richiesta viene respinta e si ricomincia da capo.
  • Non segnarsi il nome utente. Spesso coincide con la tua email: scrivilo accanto alla password, così non devi indovinarlo.
  • Dimenticare il codice dell’app. Molti gestori, dopo l’attivazione, ti fanno scegliere un codice per l’app sul telefono. È diverso dalla password: segna anche quello.
  • Fidarsi degli SMS che chiedono di «aggiornare lo SPID». Nessun gestore ti chiede di inserire la password da un link ricevuto per messaggio. Se succede, è una truffa.

La password dello SPID e i codici che ricevi sul telefono non si dicono a nessuno: né all’operatore gentile al telefono, né al vicino che si offre di aiutarti. Chi ti aiuta davvero si siede accanto a te e ti lascia digitare.

Cosa puoi fare dopo

  • INPS: vedere il cedolino della pensione, scaricare la Certificazione Unica, controllare i pagamenti.
  • Fascicolo Sanitario Elettronico: scaricare i referti degli esami senza tornare in ospedale, vedere ricette e vaccinazioni.
  • Prenotazioni: in Lombardia, come in altre regioni, puoi prenotare online visite ed esami del Servizio Sanitario con la ricetta del medico, senza passare dal telefono o dallo sportello del CUP.
  • Agenzia delle Entrate: consultare la dichiarazione precompilata.
  • Anagrafe: scaricare certificati anagrafici dal portale nazionale ANPR, senza fare la fila in Comune.
  • App IO: ricevere sul telefono avvisi e scadenze della pubblica amministrazione.

Il primo accesso è il momento giusto per allenarsi: entra nel sito dell’INPS, apri il cedolino dell’ultimo mese, poi esci. Ripeti la stessa cosa due o tre volte nei giorni successivi. È così che la procedura smette di fare paura e diventa un’abitudine.

Se preferisci farlo con qualcuno accanto

Nel corso SPID, CIE e servizi online ti accompagniamo nella richiesta e poi entriamo insieme su INPS, Fascicolo Sanitario e prenotazioni, finché non lo fai da solo. Classi di massimo sei persone, il mercoledì mattina. Se prima vuoi vedere com’è, prenota una lezione di prova gratuita.